Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/142

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artistico era da lui odiato, come un eterno rimprovero della sua bruttezza; non curante guardava i mille allettamenti di lusso schierati nelle strade principali delle città capitali. Stoico, anzi cinico egli addimostravasi; sciammannato nel vestire, pochissimo cortese nel favellare; tutta la scorza possedeva d’un mercante inglese, che in cima a tutt’i suoi pensieri tiene il proprio interesse.

Parigi, Brusselle, Berlino e Londra gli offrirono i loro tesori di scienze mediche, ed ei ne colse il più bel fiore. In Parigi ammirò il Museo della Facoltà di Medicina, uno dei più ricchi di Europa, il Museo Dupuytren, nel quale contengonsi gran numero di esempi delle anomalie dell’organizzazione o della conformazione volgarmente addimandate mostruosità, e il vasto museo di Storia naturale. Ma nelle capitali della Francia e d’Inghilterra in ispecial modo diedesi a studiar gli stabilimenti de’ ciechi. Era sua intenzione di tentare il modo onde trarre dalle tenebre quelli di loro che offrissero nella struttura del loro organo visuale, un lampo anche lontano di speranza di guarigione; comprendea che per i ciechi nati nulla è da tentare, imperocchè costoro nascono privi di un senso, siccome altri infelici nascono privi di qualche membro, ovvero come quei che nascono idioti, a cui manca il senso morale della intelligenza. Era opinione di Gaetano dirsi l’uomo perfetto, allorchè all’ottima organizzazione de’ suoi cinque sensi corporali aggiugne la perfettibilità degli altri due sensi mo-