Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/160

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il porrà subito in istato di ricordarsi della mie persona... Mi gode l’animo di sapere i vostri sentimenti verso lui, Beatrice; voi non potete immaginarvi quanto solenne è questo momento per tutti e due.

Il volto della cieca diventò più bianco.

— Non v’intendo, signore...

— Tra un’ora m’intenderete...

Geltrude venne ad interrompere questo dialogo; Gaetano salutò l’amica di Beatrice, ed ascese sull’appartamento.

Erano appena le otto.

Egli entrò di botto nelle stanze del marchese... Questi, alzatosi un’ora prima del consueto, era seduto alla sua scrivania; nel vedere entrare il medico inglese, pensò subitamente che questi fosse apportatore di grata risposta, e però gli andò incontro con le braccia aperte.

— Mi recate la vita o la morte? gli chiese.

— Questa è la dimanda che farò a voi, sig. marchese.

— Spiegatevi, dottore; mia figlia...

— Vostra figlia non sarà più cieca. Impegno la mia parola d’onore che tra un mese o due Beatrice riacquisterà la vista.

— Ah! esclamò il padre... e gittava le braccia addosso a Gaetano, il quale indietreggiando disse:

— Adagio, sig. marchese, non vi affrettate a mostrarmi la vostra riconoscenza; imperocchè io vi domando un compenso enorme.

— Quanto posseggo è vostro; parlate.