Pagina:Mastro-don Gesualdo (1890).djvu/225

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rare il mestolo un po’ di tempo... quante cose si farebbero...

— Voi dovreste farne una!... — interruppe don Gesualdo. — Parlare con chi ha le mani in questa faccenda, e dire che vogliamo esserci anche noi.

— Eh? Che dite?... un sacerdote!

— Lasciate stare, canonico!... Poi se vi è il figlio del Re, potete esserci anche voi!

— Caspita! Al figlio del Re non gliela tagliano la testa, se mai!

— Non temete, che non ve la tagliano la testa! Già, se è come avete detto, dovrebbero tagliarla a un paese intero. Credete che non abbia fatto i miei conti, in questo tempo?... Quando saremo lì, a veder quel che bolle in pentola... Bisogna mettersi vicino al mestolo... con un po’ di giudizio... col danaro... So io quello che dico.

Bianca cominciò allora a balbettare: — Oh Signore Iddio!... Cosa pensate di fare?... Un padre di famiglia!... — Il canonico, indeciso, la guardava turbato, quasi sentisse il laccio al collo. Don Gesualdo per rassicurarlo soggiunse:

— No, no. Mia moglie non sa cosa dice... Parla per soverchia affezione, poveretta. — Poscia, mentre accompagnava il suo socio in anticamera, soggiunse:

— Lo vedete? Comincia ad affezionarmisi. Già i