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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/130

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116 Meditazioni di un brontolone

Rincorato dalla vista del sole, il poeta riprende via per la spiaggia deserta, ma gli attraversano il cammino tre belve:

Una lonza leggiera e presta molto
Che di pel maculato era coverta,

e un leone il quale viene contro Dante

Con la test’alta e con rabbiosa fame,
Sì che parea che l’aer ne temesse,
Ed una lupa, che di tutte brame
Sembrava carca nella sua magrezza,
E molte genti fé’ già viver grame,

e la quale, incalzando il poeta

Con la paura che uscìa di sua vista
Lo ripingeva là, dove ’l sol tace.

quando un’ombra gli si para dinanzi, quella del grande cantor dell’Eneide, cui l’atterrito viaggiatore domanda soccorso contro la lupa perché

.... Ella gli fa tremar le vene o i polsi

E Virgilio

A te convien tenere altro viaggio
Rispose, poi che lacrimar mi vide,
Se vuoi campar d’esto loco selvaggio:
Che questa bestia, per la qual tu gride,
Non lascia altrui passar per la sua via,
Ma tanto lo impedisce, che lo uccide.
Ed ha natura sì malvagia e ria,
Che mai non empie la bramosa voglia
E, dopo il pasto, ha più fame che pria.
Molti son gli animali a cui si ammoglia
E più saranno ancora, infin che ’l Veltro
Verrà, che la farà morir di doglia.