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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/188

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174 Meditazioni di un brontolone

pipistrelli della critica da strapazzo e cominciavano a svolazzare, terra terra, in mezzo a quelTentusiasmo e procacciavano di raffreddarlo col viscido e gelido contatto delle loro aluzze cartilaginose!... Questi eunuchi impotenti all’amore, ed atti soltanto a impedire i celesti abbracciamenti degli amanti, fossero anche quelli di Giulietta e Romeo dal divino Shakspeare divinizzati, gridavano, strepitavano, e, con sofistiche sottigliezze, non soltanto criticavano amaramente l’opera grande intelletto, ma si affannavano altresì di quel ad attenuare, ad ammorzare, ad ottenebrare la grandezza del trionfo!... Diavolo!... Pietro Cossa... un uomo come loro!... un nato di donna che mangiava, che beveva, che passeggiava, che fumava come loro! Diavolo!... Doverlo riconoscere da più di loro! Doverne fare un grand’uomo... essi così piccini, così minuscoli, così impercettibili!... Ohibò!... mai!... mai!... E lo punzecchiavano, lo molestavano, essi, invide zanzarette. ed il leone scuoteva la criniera e procedeva maestoso per la sua via... la via della gloria!...[1]

Ora egli è sparito, egli è morto... egli non è più un uomo da impaurire il volgo letterato; egli può essere grande a sua posta, e anche le invide zanzarette gli concedono l’ingresso al Pantheon degli uomini illustri;

  1. Dal modo come sono delineati i malvagi e insipienti critici cui qui io alludeva ed alludo, mi pareva che cosi chiara emergesse la mia intenzione da rendere assolutamente inutile qualsiasi distinzione. Eppure ci fu qualche botolo maligno che volle vedere in queste parole un’allusione ai due chiari e valorosi critici, Ferdinando Martini e Pietro Ferrigni, più noto sotto il pseudonimo di Yorick, i quali si mostrarono talvolta severi, forse soverchiamente severi, verso taluno dei drammi del Cossa.
          Ora, facendo astrazione dalla sincera e affettuosa amicizia che, da moltissimi anni, mi lega ai due illustri scrittori toscani che io, stimo, amo ed ammiro - ed io brutalmente franco, non so simulare affetti ed ammirazioni che non senta