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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/241

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Immagine dal testo cartaceo

GOLDONI A FRONTE DI MOLIÈRE


Questo parallelo potrebbe servire di argomento ad un grosso volume per chi intendesse studiare, con sincero amore del vero, con desiderio profondo di imparzialità, i due grandi commediografi, non soltanto nel valore intrinseco delle opere loro, ma, più ancora, nelle epoche in cui l’uno e l’altro vissero, nelle condizioni speciali di luoghi, di tempi, di costumi in cui si svolsero le rispettive attitudini di quei due potenti ingegni, per chi intendesse, infine, indagare la verità obiettivamente.

Io non penso, per fermo, e non ho mai pensato - quantunque fin dalla infanzia sia stato e tuttora mi conservi adoratore addirittura del Goldoni - io non penso che egli possa in tutto pareggiarsi all’autore del Tartufo, no; anzi credo, con i più, che il figlio del tappezziere Poquelin, e per la smagliante leggiadria della forma e per la profonda intuizione del vero e per la perfetta umanità, per la viva realtà, per la univer-