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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/34

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20 Meditazioni di un brontolone

che riesca una stranezza bella, passerà e sarà lodata. Ma bisognerà che i suoi versi abbian nerbo di pensiero, grazia e incisività di frase, fascino di forma. bisognerà che sian belli, ma belli per consenso dell’universale, e belli in guisa da abbacinare lo splendore dei migliori endecasillabi, dei migliori settenari in voga... se no il suo ardimento riuscirà come quello di Icaro ed ella sarà inesorabilmente deriso e subito messo in oblìo.

Quanto alla grammatica e al vocabolario li lasci stare, poveretti: o che le hanno fatto? Anche a favore di quelle due povere creature, c’è il consenso universale: saranno pregiudizi, ne convengo, saranno pedanterie, ma, alla fin fine, come fare?... Bisogna subire la ti-rannide della maggioranza e passare sotto le forche caudine di Basilio Puoti e della Crusca. È vero che Voltaire, con biasimato neografismo, scriveva, ai suoi tempi, français, anglais, ils aimeraient ecc., ecc., in barba all’ortografia, allora in voga, che statuiva si scrivesse françois, anglois e ils aimeroient, ma una rosa non fa primavera e bisognerebbe che ella fosse ben bene sicuro di essere Voltaire, cosa che non accade a tutti e neppure tutti i giorni.

Quanto poi...

Fortunatamente per me e per gli altri, a questo punto fui interrotto dall’alzarsi della tela.

Durante la rappresentazione dell’epilogo del Mefìstofele, sbirciai, tre o quattro volte, alla sfuggita, i miei due vicini e interlocutori: il vecchio notaio pareva più contento che malcontento, ma l’altero piccolo Schlegel non sembrava gran che soddisfatto.