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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/375

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La «Mandragola» di Niccolò Machiavelli 361

il quale, dopo aver mostrato al pubblico di quali nefandezze egli, e con lui quasi tutti i frati de’ suoi tempi, sieno capaci, si arrovella perché le immagini delle madonne non sono tenute pulite, non han veli nuovi, non han lampade accese? Seguace fedele di una religione, che già comincia precipuamente a basarsi sulle pratiche esteriori, sulle apparenze fastose del culto anziché sulla morale vera e sullo spirito della parola evangelica, Fra Timoteo, ingannando se stesso, finge di credere che non le scelleratezze e le turpitudini  [1]

  1. ↑ non è un raffinato ipocrita Fra Timoteo, che esclama, nel suo monologo della scena terza dell’atto V: «io non voglio star più qui, ma aspettarli alla chiesa dove la mia mercanzia varrà più?» Con che egli dimostra come la religione, che egli professa e di cui è ministro, la ritiene quale una bottega, ove la merce principale che egli vende è la morale accomodata in tutte le salse della causistica, del sofisma, della restrizione mentale e della intenzionalità finale, perchè la riesca accessibile ai varii gusti e alle varie passioni delle diverse coscienze de’ suoi avventori.
          Ma se Fra Timoteo non è un ipocrita, un impostore, noi potremo, a coloro che questa verità impugnano, gridare col divino Molière (Tartufo, 1, 5.)

    «Vous les voules traiter d’un semblable langage,
    «Et rendre même honneur au masque qu’ au visage;
    «Egaler l’artifice à la sincérité,
    «Confondre l'apparence avec la vérité,
    «Estimer le fantôme autant que la personne
    «Et la fausse monnaie à l’égal de la bonne?»


          No, ma no, davvero. E, appunto perciò, noi esclameremo, a proposito di Fra Timoteo, con Cleante:

    «Aussi ne vois-je rien que soit plus odieux
    «Que le dehors plâtré d’un zèle specieux,
    «Que ces francs charlatans, que ces devot de place,
    «De qui le sacrilège et trompeuse grimace
    «Abuse impunément et se joue à son gré
    «De ce qu’ ont les mortels de plus saint et sacrò;
    «Ces gens, qui par une ame à l’intérêt soumise,
    «Font de dévotion métier et marchandise, ecc.»


          Quando spassionatamente si analizzino tutte le parole e tutte le azioni di Fra Timoteo, da questo esame risulterà, limpido come la luce meridiana, il convincimento che Fra Timoteo è un impostore, è un ipocrita, indurito nel pervertimento, selvaggiamente sfrontato, ma - come dice il Macaulay - un mirabile ritratto d’ipocrita confessore.