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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/446

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432 Meditazioni di un brontolone

mai epiteto o parola che non coincida perfettamente coll’indole e con la natura delle cose o degli oggetti che formano la base del paragone.

Biancheggia in mar lo scoglio,
Par che vacilli, e pare
Che lo sommerga il mare
Fatto maggior di sè;

Ma dura a tanto orgoglio
Quel combattuto sasso;
E ’l mar tranquillo e basso
Poi gli lambisce il piè.

Dove non è chi non veda con quanta esattezza e precisione di termini, logicamente scaturiti dal tema, il poeta abbia tessuta questa descrizione, che, in otto soli versetti settenari, ti pone sotto gli occhi tutta una scena, tolta dal vero, dalla natura, con una esattezza di disegno, con una vivezza di colorito, con una evidenza tale che non credo si possa maggiore nè migliore.

Quando ruina
Colle sue spume
La neve alpina
Disciolta in fiume
Così funesta
Per la foresta
Forse non va:

Qual, se di sdegno
Marte s’accende,
Con chi l’offende
Crudel sarà.

È in questa similitudine, dove quei mirabili quinari scivolano giù leggieri leggieri, proprio come la neve sciolta in un vorticoso torrente, c’è una parola di più, c’è un epiteto ozioso, c’è una rima stentata?... O non