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| 476 | Meditazioni di un brontolone |
e l’altro:
O cagnoletta che a colei piacesti, ecc.
e l’altro ancora:
Vago Sinèn, come il destin tuo volle
e quello:
Caro, leggiadro e vago cagnoletto
e, infine, i sedici sonetti, che il poeta appella anacreontici, fra cui ve ne ha uno in lode di un canarino!
Ma il metastasismo frugoniano nei sonetti è nulla in confronto di quello onde son tutte piene settanta o ottanta delle canzonette, delle anacreontiche e delle liriche d ogni maniera di cui son ricchi i due volumi pubblicati in Venezia, appresso Simone Occhi nel 1779, per cura di Giuseppe Marotti, professore di eloquenza e di lingua greca nell’Università del Collegio Romano, sotto il titolo: Le canzoni ed altre poesie di Carlo Innocenzo Frugoni. E cito da questa scelta, per non affogarmi nel mare magno dei nove volumi onde componesi tutta la brodaglia versaiuola del genovese, e che furono pubblicati in Parma, dalla Stamperia Reale, 1879.
Leggendo il secondo di quei due tomi il signor Lodi troverà una canzonetta del Frugoni dedicata Al signor Abate Pietro Metastasio, atteso dall’autore, la quale comincia così:
Oh! perchè van men rapide |