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Pagina:Meditazioni di un brontolone - scritti d'arte e di letteratura (IA gri 33125010115745).pdf/98

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84 Meditazioni di un brontolone

maestro di villaggio e che, con la voce garrula e petulante, non con la penna sgrammaticata, dice del divino Urbinate.... roba da chiodi.

Poveretto!... fa bene: a lodare il sole tutti son buoni, ed è a dirne male che ci faremo notare, non foss’altro, per la nostra oltracotanza....

Come diceva, adunque, non ostante tutto ciò e, in barba al gracidare del pittore e del critico, nemici di Raffaello, questi resta ancora tale che il mondo gli può gridare e gii grida:

0 luce, o gloria della gente umana.


Come?... Perchè?... Onde avviene che, in mezzo all’infuriare degli aquiloni distruttori di ogni vecchia gloria, la fama del Sanzio resista all’urto degli arieti demolitori ed anzi si palesi ancora tale che questi arieti non trovino chi loro dia impulso contro il piedistallo granitico sul quale quella fama è stabilita?...

Le ragioni di questo fenomeno ci sono e non sono estrinseche e dell’ambiente, ma tutte intrinseche al genio del pittore.

Se non vi dispiace, cortesi lettori, vogliamo esaminarle insieme?...


Allorché Raffaello venne a Roma, secondo alcuni sugli ultimi del 1507, secondo altri su’ primi del 1508, [1]

  1. L’illustre Minghetti, sulla scorta di indagini critiche seriissime, esclude che Raffaello venisse in Roma nel 1507 e prova invece come egli vi giungesse fra l’aprile e il settembre del 1508.