Pagina:Memorie dei Conti di Thunn 1839.djvu/34

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una volta i segni della giustizia, ma il popolo di Vigo, il quale non trovava quell’aspetto piacevole, gli atterrò e gli sperse; e i conti di Thunn non si ostinarono a volerli ristabiliti. E di fatto era anche inutile il porveli, perciocchè non si legge che i di Tono abbiano mai fatto uso di quella pericolosa autorizzazione. Io lessi al contrario che, essendo stato un loro servo preso e condannato dai giudici del Vescovo Principe, essi il vollero avere nelle loro mani per commutargli la pena, che era di morte, e che il Vescovo si credette in debito di rispettare questo loro privilegio. E leggo inoltre che ad alcuni de’ loro servi benemeriti donarono la libertà, il che facevasi con formole singolari e strane.

E per tornar a dire di acquisti, è da notarsi che le campagne lavorate dagli abitanti di Ardine appartengono in massima parte ai conti di Thunn, i quali ne fecero compra a piccoli tratti in varj tempi.

Sul principio del secolo decimoquinto la contea di Castelfondo, nella Naunia, apparteneva alla Casa dei Rottemburgo. Ma essendone stata spogliata dal Conte del Tirolo quell’Enrico che occupò Trento in favore del vescovo Giorgio I, e che, fatto decapitare il famoso Bellenzani, capo de’ Trentini malcontenti e al Vescovo che