Pagina:Memorie dei Conti di Thunn 1839.djvu/66

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avria potuto fare un governo migliore se avesse avuto sempre il coraggio di comandare a tutti. Di ciò fece lagnanze con risentite parole anche l’Anonimo il quale, sotto il titolo di Memorie intorno alla vita e agli studi di Francesco Vigilio Barbacovi, pubblicò di questo celebre letterato un’Apologia. Costui avrebbe voluto che Pier Vigilio si fosse lasciato dirigere e dominare dal solo suo Cancelliere aulico, ch’era lo stesso Barbacovi, e questo avesse accarezzato sopra tutti, e premiato largamente. Ma egli si guardò bene dal confessare che Barbacovi era un cotal uomo che stimava poco gli altri, e molto sè stesso e le opere sue e i suoi servigi. E se il Vescovo avesse fatto il costui desiderio, non sarebb’egli caduto nel fallo medesimo che gli si vuole rimproverare?

Tomaso, fratello di Piervigilio, governò la Chiesa di Passavia, qual Vescovo, per soli undici mesi. La sua morte, accaduta nel 1797, fu per quel paese una sventura. Essendo le sue massime, al dire di tutti quelli che davvicino il conobbero, conformi appieno al vero spirito del Cristianesimo, avrebbe dato ai Regnanti, come il diede qual canonico e Decano agli ecclesiastici, un modello degno d’imitazione. Intorno ai talenti e alle virtù del principe Tomaso merita di essere letta l’orazione funebre che in