Pagina:Memorie dei Conti di Thunn 1839.djvu/92

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1447.


Nel borgo di Merano, alla presenza di molti nobiluomini, Firmiano, Sporo, Caldesio, Clesio, ec., i nobili e generosi Antonio e Sigismondo fratelli, figli di Simeone di castello Tono, accordano la libertà a Biagio e Polonio, figli di Benedetto Zaccafava di Ardine, dichiarandoli ingenui, essendo eglino, come altre famiglie, da antichi tempi servi della Casa di Tono. E ciò a patto che essi Biagio e Polonio in persona, o per due uomini idonei, si portino in Roma a pregar ivi gli Apostoli Pietro e Paulo per le anime de’ genitori, fratelli e precessori dei detti di Tono, e siano pronti a comparire armati in favore dei Tono, e debbano avvertirli dei danni che fosser loro minacciati, non dovendo però seguirli in guerra nè contro il Vescovo Principe di Trento, nè contro l’Avvocato della trentina Chiesa il Conte di Tirolo. I manomessi potevano dopo comperare, vendere, donare, fare contratti, pattuire in qualunque modo, stare in giudizio, far testamento come ogni altro ingenuo cittadino romano, e uomo libero padre di famiglia.

(Ar.)