Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/41

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riporto quella ad esso lui, e tosto lo risano radicalmente. Per la qual cosa andate, e divertitevi, se non avete timore dell’anima, ma solo de’ vostri corpi. E tutti gli altri medici per verità curano gl’infermi dalla lue col mercurio: io poi non voglio curare un veleno con un altro veleno, acciocchè scacciato un male, non forsi se ne ecciti da lì a poco un altro più fiero del primo. Quelli poi, che avevano distesi i suoi cerotti, e li avevano provati attestavano, che disse il falso, ed ecco, che la composizione di essi certamente è formata col mercurio. Parimenti si gloriava dicendo: non può nella vescica formarsi un così grande, e così duro calcolo, che in non lo risolva in orina col mio rimedio. Ed uno degli ascoltanti rispose: in qual maniera questa medicina è potente da sciogliere un calcolo quantunque grande, e non pregiudicherà alle viscere, nè le guasterà? Disse Cagliostro: questo è dunque un mio segreto nascosto ai profani. E subito esponeva la virtù di un certo suo antidoto, dicendo: io bevetti spesse volte veleno alla presenza dei miei amici più intimi, fino al livore, ed alla morte, e piangendo essi già, preso il mio antidoto, tosto rinvenni. E incontanente diceva. Udite cosa ac-