Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/442

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30 prospettiva degli antichi

tutta quella aggiustatezza, che di poi le regole ci insegnarono: ma quali fossero queste regole, ne tace il Caylus, e persuaso di questo naturale andamento delle cose, e volendo sostenere il parere dell’Abbate Salier, si dà a credere, che se gli antichi non hanno eseguita la Prospettiva in tutto il suo rigore, sia stato per uniformarsi allo stile di que’ tempi, e sul timore di non essere intesi, come ben soventi accade ai nostri giorni, che persone anche scienziate, ma non istrutte nell’arte del disegno, credono storpiature le finezze dell’arte negli scorci: ma questa conseguenza e insussistente, poichè se nelle pitture di quei tempi si fossero già praticati gli scorci, le persone istrutte, e già avvezze a vedere sì fatte imagini della natura, avrebbero guardate le cose nel loro vero, e naturale aspetto, e non avrebbero giudicate storpiature gli scorci.

Il Caylus parla del Trattato di Prospettiva di Euclide, la quale è da credere fosse quella insegnata da Anassagora o da Democrito, o fosse quella insegnata da Teone, poichè, come dice il citato Caylus, Euclide non ha fatto altro, ed è pure assai, che disporre con ordine geometrico le scienze degli antichi: su lo stesso fare sono i precetti di Prospettiva di Eliodoro Larisseo tradotti dal greco dal Danti, e fra moderni quelli di Vittelione, che visse nel 1300; ma tutte le regole, che in essi trattati si contengono, non spiegano altro se non se gli effetti della visione, e le leggi con cui dipingono nella retina dell’occhio le imagini delle cose vedute. Nessuno dei citati filosofi dà regole pratiche per determinare con linee le apparenze; questa è pure l’opinione di Guido Ubaldi, come si rileva dalla Prefazione della sua Prospettiva: dunque tutta la Prospettiva di Euclide non poteva produrre, che una maggiore facilità, e dare una migliore direzione ai pittori che imprendevano ad imitare dal vero la veduta di una fabbrica, o di un paesetto e simili; e sembra, che tutte le loro regole di prospettiva consistessero in qualche metodo pratico per più facilmente ritrarre dal vero le imagini delle cose vedute; per esempio quelle, che forse