Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/536

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120 monumenti geroglifici

cartelli della sala ipposlile del palazzo di Karnak, e ncl teinpio (lAiiiaila, e si ilcve Ic^ggcre per Aincncif.

Tra le migliori. slatue del Museo, sia per ranticliila, clie per la pill perfetla conservaxione, ed iiguale fiiirlczza di lavoro, e pure quella sediila, di uii bel giauito grigio con macchie Liancliiccie, clie rapprcsenta un re Faraoue. (tav. 9.) Si rcnde manifesto j)ei’ essa, che nulla manco agli Egizi di quanto pure si richiedeva, trnde poter produrre dei capi lavori uguali in bellezza e pcrfezione ai pill rlnomali di Fidia, e di Prassitele: soloj che avessero o voluto

polulo diparlirsi dal rigoroso pi-iucipio che presiedcva alle arli loro, il qual principio non teudcva certo a voler esprimere, le piii Lelle e perfette forme della natura, scopo costante delle arli greche, lua a qnello soltaato che veniva rislrelto alia semplice rappresentazioiie delle cose o persone delle quali si prefiggevano di riehiamare

1 idea. Quesle forme erano coiisacrate dalla religione, ne era lecilo il discostarsene senza sacrilegio. Tuttavia se bene si esaminano questa cd alcune altre statue venuteci dall’Egitto, si scorgera di leggieri che r arteljce il quale fu capace di adoperare con tanla maestria lo scarpello su materia, che per la sua rcnitente durezza venne ognora riliutata da’ scullori greci, ed ebbe il talenlo d’ imprimere lanta bellezza su cpie’volti, non avrebbe a cio solo ristretta la sua abililu, quando il rispettabile freno delle leggi e della religione gliene avessero lasciata la llbertu. Ne e a dire, che cotesta perfez’lone delle arti Egizie allor solo s’ introducesse in quella contrada, <hc per la liberta da Psainelico conceduta ai Greci di viaggiare e mercanteggiare in Egilto, fu facile agli artefici Egizi di conoscere e studiare i modelli delle arti greche; pcrocche (lasciaudo da pai-te per ora il dimostrai’e, clie I’introduzioiie de’ modelli greci iti quel paese sia anzi stata di nocumento, che non di prolilto all’ arte Jlgizia) e la statua che discorriamo, e due altre delle quali ci rcsta a parlare, furono condottc alouni secoli anteriori all’ eta del re Psametico. I cartelli posti dai due lali di essa, e quello che le si scorge sul davanti della cintura, c’ instruiscono, che il uoin«