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Pagina:Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino.djvu/390

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LIB. IV. CAP. I.

in alcune Famiglie in Chieuti, come in parlarsi di quella Terra. Come poi, quando ciò avvenisse, e per qual cagione, fè ne parla a sufficienza in questo lib.4. ne’ propr; luoghi, specialmente nel cap.I.

4. Il costume, e modo di trattare, e di procedere degli Abitatori nel commercio civile, tra di loro, e cogli altri è piacevole. Sono rispettosi, di buona Religione, amanti di Forastieri, e nel parlare non si osserva tanto quella corruzione degl’idiotismi, la quale quasi universalmente si vede nel nostro Regno a cagione della mescolanza di tanti linguaggi portativi da molte, e diverse Nazioni, dalle quali è stato dominato, per cui non vi è luogo, benchè picciolo, che nell’aria, o nell’accento, e sovente ne’ vocaboli, non differisca, e non si distingua dall’altro, e maggiormente questo si osserva in Larino, dove tutti li suoi Naturali parlano con bastante culto linguaggio, proferendo bene le parole senza asprezza di enfasi, o di accento; quindi avviene, che sono facili ad apprendere qualsisia altra favella, conforme si è detto in parlarsi di Larino lib.I. cap.13. num.4.

5. Quelli di Nazione Albanese mantengono ancora lo stesso costume, come se ora fussero qui venuti dalle loro Patrie, e con esso lo spirito altiero, e bellicoso coll’uso del parlare Albanese, quale è un Greco corrotto, e pieno di volgari idiotismi, e meno ove per le vicende del mondo è cresciuto il numero degl’Italiani, come specialmente in S. Croce, dove in poco differiscono dagl’Italiani, specialmente ne’ costumi.

6. Quanto al governo civile, tutti sono luoghi Baronali, e le Università quanto al peculio universale, e Annona si governano da sè stesse indipendentemente da’ loro Baroni, e il Padrone del luogo mette il Governatore per l’amministrazione della Giustizia, come appresso in parlarsi de’ luoghi particolari.


§. II.

Degli Arcipreti, e Parochi Diocesani.

1. A Sufficienza fu parlato della Cura delle Anime di Larino nel lib.3. cap.7. n.5. e cap.8. n.2. e segg. ove si è veduto, da chi, in qual luogo, e sotto qual nome ella si amministrava ne’ primi tempi della Chiesa, come poi si sia continuata, e quale lo stato presente: ora dovendosi parlare degl’Arcipreti, e Parochi con cura di Anime de’ luoghi, che compongono la Diocesi, stimiamo primieramente avvertire, che se tardi fu introdotta nelle Città principali l’istituzione delle Parrocchie, molto più tardi si è veduta ne’ luoghi Diocesani, tantocche, come dice, Tomasin. tom.I. lib.2. cap.21. e 22. n.10. e con autorità de’ Concilj, e Scrittori contemporanei, prova, che prima furono introdotte le Parrocchie Urbane, e poi le Rurali: Ex antedictis ergo illud collige, Rurales Parochias IV, tantùm saeculo, nec ubique eodem tempore initium habuisse: e poi Urbicas Ruralibus antiquiores esse, easque in majoribus tantùm Urbibus; in iisque Ecclesiis, parla delle Rurali,initio, incruentum Ecclesia Sacrificium non