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Pagina:Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino.djvu/489

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388 MEM. STOR. CIV. ED ECCL.

racapriola, e altri di altre insigni Badie, come quella della Badia di S. Eleni dell’Ordine di S. Benedetto, che tiene in Commenda l’Emo Sig. Cardinal del Giudice, e l’altra di Ripalda de’ Cisterciensi, che tiene in Commenda Monsignor Patriarca Orsini Arcivescovo di Capua, e simili: E se qualchedun Abitante in S. Agata non l’aveste pagate, questo è stato per frode, per la lontananza de’ Territorj separato, e nullius, e per altro dal medesimo P. Abate non s’impugna, che gl’altri Coloni in essi Territorj hanno pagato, e pagano tutta l’intera detta Decima alle loro Terre della Diocesi dove abitano, e non sono esenti, e cosi per il Feudo di Ramitelli, con che si esclude ogni pretesa esenzione Reale da dette Decime, e in virtù de’ privilegi, e si riduce quella ad una pura esenzione personale, per quei Territorj, che si coltivano da’ medesimi Religiosi, e a loro proprie spese, e conto, che se la detta esenzione di pagamento di Decime fusse reale, niuno de’ Coloni sarebbe obligato a pagare quelle, e tutti li Coloni forastieri, o Cittadini, o lavorassero i Territorj a proprie spese, o a conto della Religione dovrebbero godere la medesima, e pure tutti hanno pagato, e pagano la detta Decima, e per li Territorj di Ramitelli mai è stata controversia, e l’Affittatore che fu per dieciotto anni il Sig. Cavalier Milano sempre l’ha pagata, come la paga il presente Affittatore di esso Feudo da cinque, e più anni, e fu successore di esso Sig. Cavalier Milano, e solo essi RR. PP. Canonici Regolari Lateranensi ne sono stati esenti, quando hanno coltivato i loro Territori a loro conto, in virtù de’ loro privilegj, e sentenza di Monsignor A. C. 1606. come sopra, e per altro non avrà mancato qualcheduno, che avrà quella defraudata dagl’Abitatori in S. Agata, o forse col supposto, che questo fusse separato Territorio, e fuori la Diocesi di Monsignor di Latino, spettante ad esso Monistero di Tremiti, che oggi è stato dichiarato contrario, con decreto della S. Congregazione del Concilio de’ 23.Gennaro di quest’anno 1734. e tal frode, o mal suppotta credenza, non puoi pregiudicare il caso presente, dove si tratta di Decime al proprio Ordinario, che è tenuto pascer loro, e amministrare a’ medesimi li Sagramen ti, con grave peso della cura pastorale, e in una Diocesi, nella quale tutti i Coloni pagano le suddette Decime, che è Dote, fondo unico, e solo di essa Mensa Vescovile.

E posto, che si debbano dette Decime Prediali, come sopra, si conviene, che per quelle, che si dovranno da Coloni Cittadini, e Abitatori di Serracapriola, per li Territorj, che coltivassero nel distretto di questa sua Economia, che abbraccia li Feudi di S. Agata, e S. Leuci, di Ramitelli, e di Città a mare, colle loro pertinenze spettanti alla piena giurisdizione temporale al suddetto Monistero di Tremiti, non debba innovarsi cosa alcuna, restando quelle per intere a benefìcio di esse Chiese di Serracapriola, loro Cleri, e Mensa Vescovile, come si è praticato finora; ma che all’incontro quando li medesimi Coloni non siano Abitatori di Serracapriola, dovrà pratticarsi con questi, come si prattica con gl’altri forastieri, che coltivaranno i suddetti Territorj, e debba andare quella colla seguente divisione, cioè, che queste, e le altre Decime personali, e prediali si debbono dividere in due parti, una per la Chiesa, ed