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lente, meritò essere anche innalzato alla dignità di Contestabile, che fu il primo che la godette dopo l’istituzione degli Officj del Regno, fatta da Rugiero I. Re di Napoli, come sopra, che furono, il Gran Contestabile, che aveva la sopraintendenza della guerra, e dell’Esercito in campagna: Il Grande Ammiraglio, Capo delle Armate Navali, che aveva il comando sopra mare in guerra, e in pace: Il Gran Cancelliere perla sopraintendenza della Giustizia, e Capo di tutti gli Officiali di pace, dipendendo da lui i Giustizieri, i Protonotarj, e tutti gli altri minori Cancellieri: Il Gran Tesoriere, ovvero Gran Camerario, Capo della Camera de’ Conti, e Officiale supremo delle Finanze: e il Gran Siniscalco, Giudice della Casa del Re per il governo, che aveva della medesima.
13. Egli fu in tanta stima, che morendo Rugiero I. suo Zio materno dispose nel suo testamento, che gli dovesse succedere nel caso che suo figlio Guglielmo non fusse stato atto a governare i suoi Regni: Ut siquidem Guillelmus ejus filius inutilis, aut parum idoneas videretur, Robertus Comes, cujus virtus haud dubia erat, Regno praeficeretur, come riferisce Ugone Falcando presso lo stesso Dufresne; e inoltre, come dice Alessandro Monaco scrivendo a Celestino III., ordinò a Guglielmo suo figlio, ut Robertum de Bassavilla filium Sororis sua faceret Comitem Lorotelli, qui paternum mandatum patre mortuo adimflevit : E Gio: Berardino nella Cronaca Casauriense asserisce, che Mortuo Rege Rogerio Willelmus filius successit in Regnum & c. qui volens Consanguineis suis bona facere, Robertum de Bassavilla Comitem Loritelli fecit, eique totum Comitatum illum, et vicinas terres supposuit: E soggiugne Carlo Dufresne: Fortassis ob rebellionem, aut jure caduci Rogerio Regi cessere, atque in primis Loretellensis Comitatus, quem Roberto de Bassavilla ex patris praecepto Guillelmus I. Siciliae Rex concessit.
14. Ma Roberto spcrando innalzarsi al governo del Regno per il testamento di Rugiero, che da altri si controverte, unitosi con i Congiurati contro Guglielmo, questo l’esiliò, e lo privò di tutte le sue dignità, e dominj; benchè extincto postmodum Willelmo, Margareta Regina Willelmi cognomento Boni Siciliae Regis Matris opera ab exilio revocatus est, e insieme reintegrato nelle sue dignità, e domini; in fatti nel 1179. era in possesso di detti domini, e lo abbiamo da un Diploma di donazione di un Casale, e di altri Territorj da lui fatta al Vescovado di Bovino, ove cosi si legge: Nos Robertus Dei, et Regia Gratia Palatinus Comes Loretellus, & Cupersani filius, et haeres Domini Roberti Cupersanensis Comitis bon. mem. et Dominus Civitatis Bibini. Dato questo Diploma in Civitate nostra Florentini anno Dominicae Incarnationis 1179. Regni quoque Guillelmi Dei Gratia Magnifici, parla, di Guglielmo II.detto il Buono, ac triumphatoris Regis Siciliae, Ducatus Apuliae, et Pritncipatus Capuae XIII. Mense Aprilis Indictione XII. e sottoscrive ✠ Signum Sanctae, et Vivifica Crucis, quod Nos Robertus Dei, et Reegia Gratia Palatinus Comes Loretelli propiis manibus fecimns.
15. Da quanto si è detto stimiamo notarsi, come i Conti di LoriteIlo si titolavano Dei Gratia Comes, Dei, et Regia Gratia Comes, Comes Palatinus, Comes Comitum. La formola di Dei Gratia, o Divina Gratia, e simile, in questi tempi si usava non solo da’ Principi, e Re, ma anche Ecclesiastici, e Laici d’inferiore condizione la preponevano a’ loro titoli, e l’attesta Dufresne Verb. Dei Grafia;