Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento - parte prima.djvu/102

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della naunia. 91

del racconto, ch’ei gli fa del martirio dei Ss. Sisinnio, Martirio, ed Alessandro, e della conversione della Naunia alla fede di Cristo.

Il nostro storico Maffei fa le maraviglie, perchè nel quarto secolo non fosse ancor penetrata nella Naunia la religion cristiana, e dice che noi dobbiam supporre nelle genti dell’Anaunia de’ primi secoli dell’era cristiana una cosa, che ha proprio del portentoso. Indi soggiunge, che a spiegare questo fenomeno è superfluo fare ingiuria a Trento col negare l’antichità del Vescovado. Non v’ha alcun fenomeno, non v’ha niente di portentoso, com’egli s’immagina, in vedere, che solo nel quarto secolo sia penetrata nell’Anaunia la fede di Cristo, quando si consideri, che S. Vigilio non fu che il terzo Vescovo di Trento, come dimostrò il ch. Abate Tartarotti in un erudito opuscolo intitolato De origine Ecclesiæ Tridentinæ et primis ejus Episcopis. Quest’opuscolo fu da esso dedicato al Vescovo Principe Dominico Antonio de Thunn; ma nè il Vescovo Principe, nè il suo Vicario generale, ch’era Pantaleone Borzi, uomo di singolare erudizione e dottrina, non si sognarono punto, che ciò fosse un far alcuna ingiuria alla chiesa di Trento. Che la cristiana fede sia stata in una città o in un paese predicata più presto o più tardo, e che una chiesa sia più o meno antica, ciò dipende dalle varie circostanze de’ tempi e de’ luoghi, ed è una follìa il far consistere