Pagina:Memorie storiche della città e marchesato di Ceva.djvu/206

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L’ancona dell’unico altare di questa chiesuola rappresenta S. Anna con S. Carlo Borromeo alla destra, ed il Vescovo S. Eligio alla sinistra e tra l’uno e l’altro la pianta di Ceva.

Questa Cappella una delle più piccole di Ceva è la più ricca di legati pii.

Si celebrano in essa nel decorso dell’anno circa n. 490 messe portate dai seguenti legati: Il signor Gherardo Peccolo con testamento delli 23 settembre 1618, ne legò trenta, il signor Giovanni Battista Mantilleri, con testamento 16 novembre 1658, ducento e sessanta, ed il signor Canonico Greborio con testamento 27 luglio 1751, numero duecento, messe tutte che si celebrano in questa Cappella ad eccezione di poche che si celebrano nella Cappella dell’Ospedale con autorizzazione della Curia di Mondovì delli 7 ottobre 1830.

Questa Cappella è amministrata da tre fidecommissari nominati dagli abitanti di Valgelata.

Il Sommo Pontefice Clemente XII, concesse l’indulgenza plenaria a chi confessato e comunicato visitasse questa Cappella dai primi vespri di S. Carlo sino al tramonto del sole del dì festivo (6 agosto 1734).

Nel recinto di questa città attiguo al castello dei Marchesi Pallavicini e di spettanza dei medesimi si trova la Cappella del Crocifisso d’un disegno moderno con alta e maestosa cupola.

Si celebrano in questa Cappella molte messe legate dal signor Abate Ottavio Pallavicini come da sua disposizione delli 23 giugno 1671, e dall’eccellentissimo D. Vitichindo di Savoia, come da suo testamento 24 febbraio 1668 rogato Bassi.

Gode la famiglia Pallavicini del privilegio di conservare il Santissimo in questa Cappella, e di far compartire nei giorni festivi la benedizione col Venerabile.

Una divota cameriera di questa casa per nome Luigia Beviniat di Thône nel Genevese con suo testamento 18 novembre 1814 rogato Ferreri istituì erede dei suoi risparmii