Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/90

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DI LIONARDO DA VINCI. 79

siccome non conoscono la virtù, così nulla la estimano, si lasciò vituperosamente ruinare, essendo stata una così nobile ed ingegnosa opera fatta bersaglio a balestrieri guasconi.»

XIX. Scrive il sovente mentovato amico di Lionardo fr. Paciolo nel capo vi del suo Trattato d'Architettura che insieme trovaronsi agli stipendj del duca Lodovico Sforza dal 1496 al 1499 »donde poi, dic'egli, dassiemi per diversi successi in quelle parti ci partemmo, e a Firenze pur insieme traemmo domicilio». Sembra dunque che in quest'anno Lionardo abbia abbandonato Milano; ma altronde abbiamo sul cartone del codice segnato Q. R. in 16 una nota di sua mano tutta relativa a cose milanesi, e scritta certamente dopo che il Moro fu condotto prigione in Francia, cioè nell'anno 1500. Eccola:

Edificii di Bramante.
Il Castellano fatto prigione.
Il Visconte strascinato e poi morto il figliuolo.
Gan della Rosa toltoli i danari.
Bergonzo principiò e nol volle; e poi fuggì la fortuna.
Il duca perso lo stato ella roba ella libertà, e nessuna sua opera si finì per lui.

Non è facil cosa l'indovinare la mente di Lionardo in questi tronchi sensi; ma è chiaro che indicati vengono alcuni partico-