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Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/94

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DI LIONARDO DA VINCI. 83

il Vasari, che avendolo una volta il cassiere del gonfaloniere voluto pagare con cartocci di quattrini, egli non li volle pigliare, dicendo: io non sono pittore da quattrini.

Nè fu già egli in Toscana ozioso, ma de’favoriti suoi studj, l’idrostatica cioè e la pittura, occupossi costantemente. In quello, o nel seguente anno fece il celebre cartone di s. Anna commendato dal Vasari, che minutamente ne descrive il pregio, e dice che fu portato in Francia, daddove fu riportato in Italia, e trovavasi in mano d’Aurelio Luino ai tempi di Lomazzo[1]. Tra le note del consiglier De Pagave trovo essere opinion sua, che Bernardino Luino padre d’Aurelio su questo cartone abbia dipinto sulla tela a tempra il bel quadro che sta ora nella cappella domestica de’ sigg. Venini nella contrada di Chiaravalle, venduto loro dalla famiglia Mauri, che tenealo per un’opera dello stesso Lionardo; e due valenti pittori, co’ quali ultimamente lo esaminai, tengon per fermo pur essi che lavoro sia del Luino, ed una delle buone sue opere. Scrisse il P. Resta[2] che tre simili cartoni fece Lionardo, de’quali uno, dipinto dal Salai, trovasi ancora nella sagristia di san Celso in Milano.

Fece il Vinci stando a Firenze, i ri-

  1. Tratt. della Pitt. Lib. 2 cap. 17.
  2. Lettere Pittoriche Tom. III.