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isolate; furono i Romani quelli i quali d’ordinario le usarono più a scopo di decorazione che di sostegno. E poi diceasi periptero quel tempio il quale, secondo il suo significato greco, avea le colonne tutt’in giro alla cella e staccate da essa, al numero di sei, comprese le angolari, nei lati minori, e di undici, comprese pure le angolari, nei lati maggiori, in guisa da lasciare un portico intorno intorno.

Il tempio che vediamo scolpito nel nostro fregio, tutto al più, può dirsi in antis (prescindendo dalle colonne mediane, che mancano, nelle facciate minori e che vi dovrebbero essere per dirsi tale1), perchè questa specie di tempii aveva i pilastri sporgenti ai cantoni oltre i muri della cella. Nel nostro caso le colonne farebbero le veci di quei pilastri. Ove si distinguesse nel disegno il lato minore del tempio, non lo si scorgerebbe guari difforme, a parte l’ordine, da quello che è scolpito nella tavola XVIII.

Il riscontrare l’ordine Ionico invece del Corintio in questo tempio ha fatto dire a Rossi varie inesattezze. È vero che il tempio di Giove Capitolino, come lo abbiam visto scolpito nella tavola XVIII, era di ordine Corintio; ma gli artisti talvolta si appartavano dalla fedeltà. E se di sovente, per mancanza di spazio e semplicità del bassorilievo, omettevano il giusto numero delle colonne che adornavano il tempio rappresentato, non curavano neppure di riprodurne fedelmente l’ordinanza architettonica.

Ad ogni modo quello che vedesi scolpito nel nostro fregio è il tempio cui il trionfante recavasi a sciogliere il voto ed a compiere i sacrifizii di rito.

Le prime due figure presso il tempio sono indubitatamente quelle di due stipatori, o servi, i quali facevan largo al corteo tra la folla, mantenendola a rispettosa distanza. A tale oggetto portan sulla spalla sinistra una scopa o granata. Se però il pubblico non fosse stato tanto indiscreto da esser trattato con si vile istrumento, esso poteva servir pure a nettar la via man mano che il corteo procedeva. Rossi dice, invece, che quelli portino sulla spalla sinistra le armi, a foggia di bastone o alabarda; altro che

  1. Vitruvio, op. cit. lib. III. numero 16 e 19.