Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/95

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varianti 89


Selene. Signor, togli un indegno
al suo giusto castigo.
Enea. Lo punisca il rimorso.
Osmida. (s’inginocchia)  Ah! lascia, Enea,
che grato a sí gran dono...
Enea.  Alzati e parti:
non odo i detti tuoi.
Osmida. ...ed a virtú sí rara...
Enea. Se grato esser mi vuoi, ecc.

SCENA VIII [VI]


Enea e Selene.


Enea. Addio, Selene.
Selene. Ascolta
Enea. Se brami un’altra volta, ecc.

SCENA IX [VII]

Selene sola.

     .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    .    
     Sei barbaro con me, non sei costante.
          Nel duol che prova
     l’alma smarrita,
     non trova aita,
     speme non ha.
          E pur l’affanno,
     che mi tormenta,
     anche a un tiranno
     faria pietá (parte)

SCENA X [VIII]

Osmida.  Con la speranza
di posseder Cartago