Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/18

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[ 2 VI - SEMIRAMIDE
SciTALCE. Perdonami, o Tamiri.
Se tu sapessi... Oh Dio!
Tamiri. Parla.
Scita lce. Se parlo,
più confusa ti rendo.
Tamiri. O tutto mi palesa, o nulla intendo.
Scitalce. Vorrei spiegar PafTanno,
nasconderlo vorrei;
e mentre i dubbi miei
cosi crescendo vanno,
tutto spiegar non oso,
tutto non so tacer.
Sollecito, dubbioso
penso, rammento e vedo;
e agli occhi miei non credo,
non credo al mio pensier. (parte)
SCENA V
Tamiri, Mirteo ed Ircano.
Tamiri. Più che ad ogni altro spiace
la dimora a Scitalce: ei pensa e tace.
Ircano. Non curar di quel folle:
godi di tua ventura,
che l’amor t’assicura oggi d’Ircano.
Non rispondi? Ne temi? Ecco la mano.
Mirteo. Che fai? Non ti rammenti
il comando reale?
Ircano. E il re qual dritto
ha di frapporre a’ miei cortesi affetti
o limiti o dimore?
Tamiri. Che! Tu conosci amore? Il tuo piacere
è « domar, combattendo, uomini e fere
Ircano. È ver; ma il tuo sembiante