Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/316

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3 io X - ISSI PILE
Toante, si era allontanato da Lenno. ed avea fatto spargere d’es-
sersi disperatamente ucciso. La sua creduta morte era cagione
dell’odio implacabile di Eurinome contro il re: quindi nel ritorno
de’ lenni si servi essa accortamente delle ragioni pubbliche a
facilitar la sua vendetta privata. Learco intanto, esule e disperato,
si fece condottiere di pirati, ma per tempo o lontananza non potè
mai deporre la sua amorosa passione per Issipile; a segno che,
avendo saputo che Giasone andava a celebrar le nozze già sta¬
bilite con quella, si portò co’ suoi seguaci alle marine di Lenno,
e cautamente s’introdusse nella reggia, per tentar di nuovo di
rapir la principessa o disturbare almeno le sue nozze. L’insidie
dell’innamorato Learco fanno una gran parte delle agitazioni d’Is¬
sipile; la quale però finalmente vede per vari accidenti assicurato
il padre, punito l’insidiatore, calmato il tumulto di Lenno e di¬
singannato Giasone, che divien suo consorte (Erodoto, libro vi,
Erat., Ovidio, Valerio Flacco, Stazio, Apollodoro ed altri).