Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/83

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VARIANTI 77
Semiramide. Strappagli allor quel core,
e poi...
Tamiri. Taci una volta.
Semiramide. (Ha vinto amore.)
Tamiri. A immagini si fiere
oh, qual pietade ho intesa !
Semiramide. Tu parli di pietade, e sei l’offesa?
Tamiri. Troppo crudel mi vuoi.
Semiramide. Ma che vorresti?
Tamiri. Vorrei...
SCENA XI [IX]
Sisari e detti.
Sibari. Come imponesti,
Scitalce è qui.
Semiramide. ' L’ascolterò fra poco:
di’ che m’attenda. (Sibari parte)
(a Tamiri) E ben, risolvi: a lui
condoni il fallo?
Tamiri. No.
Semiramide. Dunque, s’uccida.
Tamiri. Né pur.
Semiramide. Vedi ch’io deggio
Scitalce udir: spiegami i sensi tuoi.
Tamiri. Si: digli...
Semiramide. Che?
Tamiri. Dirai... Di’ ciò che vuoi.
Non so se sdegno sia,
non so se sia pietà
quella che l’alma mia
cosi turbando va.
Forse tu meglio assai
l’intenderai di me.
Pensa che odiar vorrei,
pensa che il reo mi piace:
de’ giorni miei la pace
tutta confido a te. (parte)