Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/182

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XVIII - ATTILIO REGOLO

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Manlio.

Licinio.

Popolo.

Manlio.

Popolo.

Manlio.

Popolo.

Il popol tutto

è la maggior!

Non la più sana.

Almeno

la men crudel. Noi conservar vogliamo, pieni di gradtudine e d’amore, a Regolo la vita.

E noi l’onore.

L’onor...

Basta: io non venni a garrir teco. Olà! libero il varco lasci ciascuno, (al popolo)

(al medesimo) Olà! nessun si parta.

Io l’impongo.

Io lo vieto.

Osa Licinio

al console d’opporsi?

Osa al tribuno

d’opporsi Manlio?

Or si vedrà. Littori, sgombrate il passo!

(i littori, innalzando le scuri, tentano avanzarsi) Il passo

difendete, o romani ! (al popolo, che si mette in difesa)

Oh dèi! con l’armi si resiste al mio cenno? In questa guisa la maestà...

La maestade in Roma nel popolo risiede; e tu l’oltraggi, contrastando con lui.

Regolo resti!

(al popolo) Udite :

lasciate che l’inganno io manifesti.

Resti Regolo!

Ah! voi...

Regolo resti!