Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/65

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ATTO TERZO

l’amistà, l’amor mio un disastro per voi? Parlate.

Neocle ed Aspasia. Oh Dio!

SCENA X

Rossane, Lisimaco con séguito di greci, e detti.

Rossane.

Lisimaco.

Serse.

Lisimaco.

Rossane.

Lisimaco.

Aspasia.

Serse.

Aspasia.

Serse.

Aspasia.

Serse.

Lisimaco.

Serse.

Rossane.

A che, signor, mi chiedi?

Serse, da me che vuoi?

Voglio presenti

Lisimaco e Rossane...

I nuovi oltraggi

ad ascoltar d’Atene?

I torti miei

di nuovo a tollerar?

D’Aspasia infida a veder l’incostanza?

Ah ! non è vero ; non affliggermi a torto,

Lisimaco crudele: io son l’istessa.

Perché opprimer tu ancora un’alma oppressa Come! voi siete amanti?

Ormai sarebbe

vano il negar: troppo già dissi.

(ad Aspasia) E m’offri

tu la tua man?

D’un genitor la vita chiedea quel sacrifizio.

(a Lisimaco) E del tuo bene

tu perseguiti il padre?

II volle Atene.

(Oh virtù che innamora!)

Il greco duce

ecco s’appressa.