Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/24

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signor Brunel figlio, — i rapporti e le conclusioni dei signori Wood-Hawkskans e Lardner, — e le risposte dei signori Bury e Stephenson dirette al signor Hawkskans coi fogli 29 settembre e 1.° ottobre 1838, e queste cose poi furono divulgate per tutta Europa.

48.° E non è nemmeno vero che questa questione della distanza tra le due guide di una strada di ferro sia una questione non per anco toccata fra noi, come scrive il dottore Cattaneo (pagina 28).

49. Nel comporre il progetto per una strada di ferro da Venezia a Milano mi era proposto di pormi sempre in misura, per quanto fosse possibile, di poter applicarvi tutti i miglioramenti che, in fatto di strade di ferro, fossero per sorgere; ma d’altra parte di non adottarne alcuno se prima non fosse stato confermato e dimostrato da larghe esperienze, perchè sarebbe stata rovinosa imprudenza assaggiar novità sopra una strada della lunghezza di 146 miglia, e del valore di 64 milioni.

50.° Quando io di quel progetto mi occupava, sapeva dei tentativi del signor Brunel figlio sulla grande strada occidentale dell’Inghilterra, e quindi, nel progetto presentato a Sua Maestà, proposi tra guida e guida la larghezza di due metri, dichiarando però alla Direzione che mi riservava di ridurre la larghezza della ruotata ad un metro e mezzo se gli esperimenti tentati dal signor Brunel non fossero per riuscire a buon fine.

51.° L’esito che ebbero, e del quale ho di sopra parlato (paragrafi 43-47), mi fecero definitivamente risolvere per la larghezza di un metro e mezzo, e lo scrissi subito, il 16 gennaio 1839, non solo alla Direzione della Società, ma anche, mediante un promemoria (Allegato CC.), all’I. R. ispettore aggiunto signor cavaliere Donegani, nelle di cui mani si trovava allora il progetto mio, come membro della Commissione Lombarda scelto per esaminarlo.

52.° Ho creduto ben fatto dilungarmi alcun poco sopra questa strana pretesa del dottore Carlo Cattaneo:

di voler per nuovo e per suo tutto quello che egli traduce dai giornali stranieri nei nostri;

e di non aver per questioni tocche tra noi che quelle sole che furon toccate da lui.

Perchè se egli persiste in questa sua fissazione, e nessuno gli risponda, come finora, gli esteri rideranno bensì della di lui pretesa, ma finiranno anche per credere che qui, nel Regno lombardo-veneto, non si sappia, in fatto di economia pubblica e di strade a vapore, che le belle cose che il dottore Carlo Cattaneo c’insegna nelle burbere sue lezioni.

53.° Gli ulivi del lago di Garda, che, Dio piacendo, non sono poi i soli d’Italia, e le antiche memorie del Sermione e del Benaco, hanno sempre esercitato un potentissimo influsso sulla mente del dottore Carlo Cattaneo. In questo ebbe ed ha egli un potente incentivo nelle opinioni dei signori professori Zuradelli e Borgnis, come si raccoglie da una lettera del signor professore Zuradelli diretta al dottore Cattaneo sino dal 12 marzo 1838.

Questi due professori, dopo l’esclusione del Maggiore del Genio signor Maffei e del nobile signor conte Scopoli, già direttore della pubblica istruzione dell’ex Regno d’Italia, promosse dall’avvocato signor Castelli, furono scelti per giudici nella questione della linea di Bergamo, forse nella speranza che essendosi proclamati a voce ed in iscritto amici e protettori dei colli del lago, non sarebbero poi per mostrarsi nemici delle alture di Bergamo. E questi due professori sono due dei tre membri della Commissione che, sopra i cinque di cui era costituita, consigliarono alla Direzione la riforma dell’andamento della