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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/12

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14 CAPITOLO I


Miles, poverino, in quei momenti provava invece quasi un senso di vergogna.

Tutto gli pareva così strano e gli riusciva così nuovo, che stentava a capire certe cose. Humphrey si stizziva di tutte quelle sue domande, e quando lo interrompeva dicendogli: — È inutile spiegarlo a te perchè non ti ricordi niente di lei — un’espressione di dolore appariva su quel visino, ed egli ammetteva mortificato la sua grande inferiorità.

Questa ammirazione di Miles per suo fratello era il veleno della vita di Virginia.

Timido per natura, Miles diventava ardito quando si sentiva protetto da Humphrey: di solito obbediente e sottomesso, dietro l’esempio di lui si metteva anch’egli a sfidarla o a lottare con lei, e in quei momenti egli era birichino quanto suo fratello.

Che «l’unione fa la forza» Virginia lo aveva esperimentato da un pezzo a scapito dei suoi nervi e del suo temperamento. E ora Virginia aveva ripetuto più volte che se Humphrey si fosse sottomesso al waterproof e alle scarpe di guttaperca sarebbe andato incontro a suo padre alla stazione: se no, no. E Humphrey aveva acconsentito di venir a patti, se però Miles andava anche lui.

Ma su questo punto Virginia era ferma. Neppure venti scialli avrebbero potuto difendere Miles da un raffreddore in una giornata così piovosa e umida: ella lo sapeva per esperienza, e quindi l’ordine questa volta era irrevocabile.

— O Humphrey andrà solo, o tutti e due resteranno a casa.