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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/15

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INCOMPRESO 17

in su quella faccetta vivace, e guardandolo fisso per un momento, disse fra sè:

— Tu invece non somigli punto punto a tua madre.

Il primo squillo della campana del pranzo risuono per la casa, e i bambini corsero davanti al babbo nella sua camera per aiutarlo, o meglio per impacciarlo mentre si vestiva.

Miles si dedicò subito alla valigia, in attesa di qualche pacchetto tentatore, ma l’attenzione di Humphrey si concentrò invece tutta sui vari oggetti che ritrovava nelle tasche del soprabito che il babbo si era levato allora allora. Un clic accusatore fece voltare il baronetto.

— Che cos’hai in mano, Humphrey?

Un temperino aperto sfuggì dalle manine del fanciullo. Egli era riuscito ad aprirne le due lame e stava per tagliarsi l’unghia del pollice.

Fallito questo esperimento, le due dita inquiete vagarono sulla toeletta e ci fu un silenzio di cattivo augurio.

— Humphrey! gridò il babbo. Metti giù quel rasoio!

Nello specchio egli aveva veduto a un tratto una faccia insaponata, e fu appena in tempo di arrestare l’operazione.

La punizione segue il peccato, e Humphrey fu mandato nella sua stanza a lavarsi la faccia e a mettersi un po’ in ordine. Poi con una scivolata giù per la balaustrata della scala — forse per riacquistare il tempo perduto — egli arrivò all’uscio della biblioteca nello stesso momento in cui vi arrivava il babbo con Miles.

Lo zio Carletto era ritto davanti alla finestra, già