Vai al contenuto

Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/16

Da Wikisource.
18 CAPITOLO I

in ordine: la campana suonò e tutti passarono nella sala da pranzo.

I due bambini avevano le seggiole ai lati del babbo, il quale ogni tanto dava loro un bocconcino della sua pietanza[1].

Il pranzo procedeva in silenzio. Lo zio gustava la zuppa, e sir Everardo si divideva fra il suo piatto e i suoi figliuoli.

— Oggi è il giorno di nascita di Guglielmo, — disse Humphrey rompendo finalmente il silenzio.

Lo sfortunato individuo in calzette di seta bianca, portato così improvvisamente in pubblico, arrossì fino alla radice de’ capelli e mancò poco che nella sua confusione non lasciasse cadere il piatto, proprio nel momento che stava per presentarlo al suo padrone.

— Ha ventidue anni oggi, continuò Humphrey, me lo ha detto lui stamattina. — Sir Everardo tentò di mostrare un conveniente interesse a un annuncio così importante.

— Guglielmo, a che ora sei nato? — proseguì Humphrey, voltandosi verso la credenza dove il domestico s’era ritirato col copripiatto, e di dove faceva ogni sorta di segni al suo tormentatore, nella vana speranza che la finisse con quella conversazione.

Sir Everardo offerse in fretta al fanciullo un boccone di rombo sulla punta della sua forchetta: e infatti, esso gli chiuse la bocca per due minuti, ma, appena il boccone fu inghiottito, la bocca s’aperse ancora.

— Che cosa darai, babbo, a Guglielmo per la sua

  1. I bambini pranzano soli nella nursery in ora diversa.