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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/20

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22 CAPITOLO I

e si addormentarono coi visini che si toccavano e le manine strette insieme.

Povere testine ricciute, su cui una mamma non s’era chinata a mormorare una parola d’amore e di benedizione! Povere belle guancie a fossette su cui nessun lungo bacio s’era posato!

Fuori, nella prateria, gli agnellini erano coricati di fianco alla pecora; sull’olmo gli uccelletti erano accovacciati sotto l’ala della loro madre, ma qui dentro nessun passo leggero, nessun fruscio d’abito, nessuna imposta socchiusa e nessuna striscia di luce, interrompeva il sonno senza sogni dei due bambini per dir loro che una madre era lì a guardarli.


II.

Sir Everardo non uscì dalla sua camera se non alle nove ore, ma molto tempo prima delle nove tutti in casa sapevano ch’egli era alzato e che cosa stava facendo. Poichè poco dopo le otto i due ragazzini s’erano appostati fuor del suo uscio, e non essendo stati ammessi, tenevano conto dei progressi della sua toeletta in un tono così alto che s’udiva per tutta la casa.

— Babbo! non sei ancora uscito dal bagno?... Ah, stai insaponandoti, eh? Ma che cosa fai adesso?... Adoperi la spugna? Oh che sciaguattamento! Babbo!... Ora s’asciuga certo. Senti com’è quieto!

In quel momento si sentì girar la chiave nella serratura e lo scalpitio di quattro piedini in fuga.

— Ti faccio i miei complimenti per il modo perfetto