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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/21

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INCOMPRESO 23

con cui eseguisci le tue abluzioni, fu il saluto di Carletto a suo cognato che entrava nella sala della colazione coi due bimbi per mano.

Sir Everardo si mise a ridere, e stringendogli la mano, disse: — In questa casa non vi sono segreti, come vedi. Ma che giornata deliziosa, non è vero?

— Stupenda! ma fuori dev’essere molto caldo. Se però mi rammento bene, la passeggiata alla chiesa è tutta all’ombra. Vengono anche i bambini in chiesa?

— Miles no, ma di solito piglio Humphrey, e, ti parrà strano, egli è tranquillissimo in chiesa! Credo sia l’unico posto al mondo in cui riesca a star seduto un po’ quieto.

Per tutto il tempo della colazione non si udì la voce di Humphrey ch’era tutto occupato a segnar le preghiere nel suo libricino.

— Ecco fatto! esclamò trionfante mettendo l’ultimo segno, e fece uno sforzo per trattenersi dal buttar il libro in aria.

— E ora faresti meglio ad andar a vestirti, gli disse il babbo. Così non farai aspettare lo zio e me.

Humphrey corse subito di sopra, ma non li raggiunse che all’ultimo minuto perchè aveva perduto un po’ di tempo in una scaramuccia con Virginia.

Per andar alla chiesa s’attraversava tutto il giardino, poi s’andava giù per il viale. Uscirono da una porticina di fianco alla casa e Miles rimase a guardarli sconsolato, col suo bel visetto e la sua snella personcina incorniciati dallo stipite della porta.

Camminavano in silenzio.

Sir Everardo si godeva la calma bellezza di quel