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| 28 | CAPITOLO II |
phrey si sedeva nel suo cantuccio nella stessa posizione di suo padre.
Ci voleva sempre un po’ di tempo per copiarlo e qualche volta, proprio quando ci era riuscito, sir Everardo tirava giù una gamba, o moveva un braccio e bisognava ricominciare da capo.
Oggi però la sua posizione era semplicissima. Accavallò le gambe, incrociò le braccia e rivolse la testa al pulpito pronto ad ascoltare.
Humphrey fece lo stesso.
Sorse la voce del vecchio ministro.
— Nel XIV capitolo del libro della Rivelazione di San Giovanni, al secondo versetto voi troverete la parola di Dio così scritta: «E io udii una voce dal Cielo come il rumore di molte acque... E io udii il suono di molte arpe toccate dai sonatori. Ed essi cantavano come un cantico nuovo e nessuno poteva impararlo fuorchè i cento quaranta quattro mila uomini che sono stati redenti dalla terra...»
Humphrey di solito non sapeva star attento al sermone, ma oggi che il ministro parlava del Cielo, egli ascoltò senza battere palpebra perchè nel Cielo vi era la sua mamma.
La lingua umana sarà sempre debole a dipingere gli splendori di quel lontano paese; pure, quando ci si parla di esso, in qualunque modo, noi ci sentiamo trasportati.
Il vecchio ministro s’animò e s’infiammò nel suo tema, e i cuori della congregazione si animarono e s’infiammarono con lui. Quel giorno nell’antica chiesa di Wareham vi era una viva attenzione e un profondo silenzio.