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| 30 | CAPITOLO II |
le mani in bocca per soffocare la risata che voleva scoppiare. Lo zio Carletto, già irritato di non poter ascoltare tranquillo il sermone per una causa così meschina, quando vide che il suo nipotino si divertiva, sentì raddoppiare la stizza.
Afferrò il libro delle preghiere e lo lanciò contro la vespa, che cadde a terra; ed egli vi mise su un piede senza misericordia.
Il viso di Humphrey tornò composto e serio, e Carletto ripigliò tranquillamente il filo della predica.
Humphrey si sforzava di seguire il ministro, mentre parlava dei cento spiriti bianco-vestiti e erranti sul mare di diaspro nella dorata Gerusalemme: «Immensa moltitudine che nessun uomo può numerare; di tutte le caste, di tutte le nazioni e di tutte le lingue» — che univano i loro canti nello stesso scoppio di gloriose salmodie, come «il rumore di molte acque e come la voce di potenti tuoni», dicendo: «Alleluia, perchè regna il Signore Iddio onnipotente!»
— Nessun occhio ha mai veduto, concluse il ministro, disperando di trovar parole che potessero esprimere l’inconcepibile gloria e la bellezza della città di Sionne, «nessun occhio ha mai veduto e nessun orecchio inteso, nè nessun cuore d’uomo riuscirà mai a comprendere ciò che Dio ha preparato per quelli che lo amano. Lui, che ci ha redenti col suo proprio sangue, ci darà la gloria per sempre in tutti i secoli dei secoli. Così sia!»
La musica proruppe, le porte si apersero e si richiusero e i ragazzi si precipitarono scalpitando giù dalla scaletta dell’organo, e tutta la folla uscì dalla chiesa.