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| INCOMPRESO | 31 |
Il vecchio ministro, ritto sul suo pulpito, la guardava pensieroso: forse voleva leggere su quei visi se ciò che egli aveva detto, si era impresso nei loro cuori, e avesse messo radice, albero benedetto che avrebbe portato in alto i suoi frutti.
Sir Everardo rimase seduto qualche tempo dopo finito il servizio, guardando la faccia seria di Humphrey, e tentando di sorprendere che cosa mai passasse nella sua testa. Ma quando il ministro si ritirò, egli s’alzò e uscì dalla chiesa.
La brezza soffiò dolcemente sul viso del fanciullo nel momento che s’avanzò sotto il portico; e la tranquilla bellezza di quel mattino d’estate era in armonia coi suoi pensieri.
La campagna si stendeva illuminata e silenziosa sotto il cielo sereno...
Forse se le sue vaghe idee avessero potuto pigliar forma, egli si sarebbe domandato:
«Il paradiso sarà più bello di qui?»
Ma Humphrey non era natura che potesse rimaner assorta a lungo in un pensiero, e un minuto dopo egli saltellava sulla strada davanti al suo babbo e allo zio, sollevando nubi di polvere co’ suoi stivaletti della domenica.
Al cancello del parco incontrarono Miles con Virginia.
La bambinaia si unì alle altre persone di servizio e i due bambini si pigliarono per mano e camminarono insieme.
— Il ministro ha detto qualche cosa di quel che c’è sul mio libro?
Miles stava imparando le «beatitudini» e faceva regolarmente tutte le domeniche quella domanda.