| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| INCOMPRESO | 33 |
Se fosse stata una bimba, forse sarebbe rimasta soddisfatta di quella risposta e sarebbe passata a un’altra vignetta. La mente della bambina si contenta della conoscenza superficiale di un soggetto; ad essa basta di rompere il guscio e lascia la mandorla senza gustarla.
Ma Miles era un fanciullo e spalancò i suoi serii occhioni in visó a Giovanna, con una espressione di curiosità ancor più viva.
— Perchè non dirmelo? domandò posando la manina sulla pagina per trattenerla. Io voglio saperlo! Che cos’è questa gran buca? e quest’uomo tutto fasciato di bianco che cos’è?
Giovanna, messa al muro così, ammise che quella gran buca era una tomba.
— Ma, caro signorino, aggiunse, lei non deve saperle queste cose; o, se proprio vuole, lo domandi al suo babbo.
— Ma sì: io so che la gente muore, perchè la mamma è morta, disse Miles con semplicità. Perchè dunque dici che io non capisco queste cose? Io le so tutte, veh. Quando la gente muore la si imballa in una cassa, e poi la si mette sotto terra, e se è buona il Signore viene qualche giorno e la disballa.
Humphrey s’era avvicinato proprio in tempo di sentire quella spiegazione, e incontrando lo sguardo di Giovanna, sorrise con tutta la superiorità dei suoi tre anni di vantaggio in fatto di conoscenza religiosa.
— Se ci fosse la mamma, Miles, disse poi con voce sommessa, ella ti spiegherebbe meglio tutto questo. C’era una cosa che mi diceva sempre sulla morte... Aspetta!... che il corpo è come una semente che si