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| INCOMPRESO | 37 |
Io l’ho vista questa mattina che andava in chiesa cogli stivaletti tutti coperti di bottoncini bianchi, pensa!
— Ma questo non fa niente! non è una signora ugualmente, disse il maggiore con una piccola aria di scherno. Ma tu non puoi capirlo, perchè tu non hai mai veduto delle signore.
— Ma la moglie dell’intendente... domandò timidamente Miles come se presentisse che posava il piede su un terreno pericoloso.
— Ma no! esclamò Humphrey con impazienza, neanche quella io non la chiamo proprio una signora. Vedi, Miles, aggiunse sottovoce e tirandosi vicino a suo fratello perchè non sentissero gli altri, io non posso fartelo capire perchè tu non ti ricordi della mamma.
— No, mormorò il povero piccino mortificato. Mi par proprio di no! — E come sempre, dopo una simile conclusione, non osò più domandare altro.
— E il mio tesorino chi vuol scegliere per dama? domandò a un tratto sir Everardo. — Sarà qualche bambina?
— Mi piacerebbe quella così piccolina del fattore. Ti pare, papà? perchè è la sola bambina che io conosco più piccola di me.
— Benissimo! Dunque tutti e due siete provvisti. Carletto, bada che tu devi venire a veder il ballo della messe: Humphrey che s’avanzerà tutto affannato, tirandosi dietro la sua grossa dama, e Miles che farà da retroguardia salterellando colla sua sola bambina che conosce, più piccola di lui. — E gli occhi del babbo si fissarono con un sorriso su i suoi due bambini mentre si figurava quella scena.