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| 38 | CAPITOLO II |
— E quando sarà? Fissa il giorno del principio della messe, babbo!
— Lo fisserete voi quando vedrete che il grano sia diventato più bruno, rispose il babbo. Quest’anno ho una macchina per falciare, in pochi giorni avremo finito.
— Io voglio venir qui nel campo tutti i giorni per veder maturare il frumento, disse Miles.
— Oh, io so una maniera più svelta! esclamò Humphrey, saltando giù dallo steccato e strappando da terra parecchie spighe. Le porto nella mia stanza, così le vedo maturare ogni giorno.
— Oh, ma che grullo! disse il babbo, non capisci che a strapparle dalla terra non maturano più?
Humphrey guardò mortificato le spighe e mormorò: — L’avevo proprio dimenticato!
— Adesso non maturano più, ripetè il piccino con dolore.
— Niente di male, Miles, rispose Humphrey riconfortato dalla sua nuova idea. Le pianterò nel nostro pezzo di giardino. Là è più bella la terra, e cresceranno meglio che se le avessi lasciate qua. Dopo mi ringrazieranno di averle portate via da questa terra così ruvida e grossa, e di averle piantate in quel bel posticino, non è vero, Miles?
— Già, è vero, esclamò l’altro giungendo le manine con un sorriso di piacere. E si appoggiò alla barriera a guardar con ammirazione suo fratello, che s’era messo a cavalcioni sulla sbarra più alta, sollevando le sue spighe con aria di trionfo.
Ma sir Everardo disse all’improvviso: