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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/6

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8 CAPITOLO I


Andarsene lontani da Virginia per un bel pezzo, era per essi la più grande delle gioie umane. Pareva ad essi che ella fosse stata creata apposta per contrariare ogni loro progetto di gioia, per veder pericoli dove essi non vedevano che divertimenti, e per portar l’ombra del suo eterno: Ne faites pas ceci, ne faites pas cela, attraverso il luminoso sentiero dei loro infantili progetti e dei loro passatempi.

Povera Virginia! Se ella fosse stata portata al tribunale del loro giudizio, sarebbe stata subito condannata senza nessun beneficio di circostanze attenuanti.

Eppure in fondo era una brava donna, piena di buone intenzioni, ma, per sfortuna sua e dei bambini, ella era dotata di nervi, e la grave, intera responsabilità di due bimbi di un vedovo — quasi sempre assente da casa — rendeva la sua vita una continua ansietà.

Non aveva però torto. Humphrey e Miles erano le più spensierate creaturine che siano mai nate: senza paura dei pericoli, senza pensiero delle conseguenze, e sordi a ogni preghiera e a ogni rimprovero.

Il piccolo Miles — il minore, che aveva quattro anni — quand’era solo era abbastanza buono, come diceva spesso Virginia al babbo. Si sapeva almeno come pigliarlo, ed era — forse perchè ancora così piccino — sottomesso all’autorità.

Ma monsieur Humphrey!

Qui Virginia non ritrovava più le parole: si accontentava di alzar le mani e gli occhi al soffitto con un gran sospiro.

Sir Everard Duncombe era membro del Parlamento e durante la sessione se ne stava quasi sempre a