Vai al contenuto

Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/89

Da Wikisource.

INCOMPRESO 91

VII.

Il giorno dopo era una domenica; una giornataccia piovosa. Humphrey e Miles, a colazione, diventarono grandi amici degli invitati del babbo e raccontarono loro ogni novità della loro vita; dal pranzo degli aborigeni al regalo per il compleanno del babbo.

Finita la colazione, sir Everard andò nella biblioteca con uno degli amici per cercare un libro di cui avevano parlato, e i due bambini rimasero nel salotto coll’altro signore.

Ma Virginia s’affacciò all’uscio: — M. Humphrey, M. Miles!

Il piccino accorse subito, ma Humphrey non le badò neppure.

Je vous allende, M. Humphrey.

— Non vengo, rispose il fanciullo. Devo star qui a tener compagnia a questo signore.

Je reviendrai bientôt, disse Virginia: e andò via con Miles.

— È francese la vostra bambinaia? domandò il colonnello Sturt.

— Sì, è francese.

— Allora perchè tu le hai parlato inglese?

— Io non parlo mai francese la domenica, rispose Humphrey. Non è proprio giusto.

— Non è giusto! che cosa? il parlar francese?

— Sì; si fa peccato a studiar le lezioni la domenica; e il francese è una specie di lezione: dunque a parlar francese si fa peccato.