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| 92 | CAPITOLO VII |
— Humphie, disse il piccolo Miles rientrando di corsa, Virginia dice che tu devi venire perchè tutti sono già pronti per le sedie.
— Che cosa dice? domandò il colonnello Sturt.
— Egli vuol dire: le preghiere, rispose Humphrey, le chiama sempre sedie perchè vede preparata quella lunga fila di sedie in biblioteca: ma lui va via quando noi cominciamo a pregare, perchè è troppo piccolo. Oggi piove tanto, e forse non andremo in chiesa.
— Ah! ora ho capito. Ebbene, allora mi pare che tu dovresti andar subito, Humpty-Dumpty o che so io, com’egli ti chiama.
I due fanciulli diedero in una risata.
— Ma Humpty-Dumpty era l’uomo che sedeva sul muro!
— Sì: e che ha fatto il capitombolo, precisamente come farai tu fra un momento, disse il colonnello a Humphrey che si era arrampicato sulla spalliera della seggiola e stava studiando il modo di sedervisi sopra.
— Humpty-Dumpty era un uovo, disse Humphrey. Io non mi rompo così facilmente. Andiamo, Miles.
Ed egli spiccò un salto e corse via seguito da suo fratello e tutti e due si misero a cantare:
Humpty-Dumpty sul muro sedeva
Humpty-Dumpty dal muro cadeva.
E l’eco delle loro liete voci morì in lontananza.
Cinque minuti dopo la campana sonò e tutte le persone di servizio sfilarono nella biblioteca.
Humphrey era al suo posto di fianco al babbo, il