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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/91

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INCOMPRESO 93

signor Wemyss vicino a lui, e ogni cosa pronta. Ma il colonnello Sturt non compariva. Humphrey a ogni rumore alzava la testa con ansietà.

Sir Everard pensò ch’egli non avesse intenzione di venire e aperse il libro, facendo segno a uno dei servitori di chiudere l’uscio. Gli occhi inquieti di Humphrey seguirono i movimenti del suo amico Guglielmo mentre s’alzava per obbedire; ma un momento dopo egli era preso da un accesso di riso convulso che non riusciva a nascondere.

Nessun altro parve accorgersi che fosse accaduto qualcosa di divertente, e sir Everard cominciò a leggere con la solita gravità: ma Humphrey, benchè un pochino calmato, non osava guardare in fondo alla stanza, dalla parte dei servitori, e teneva gli occhi fissi sul suo libro di preghiere per tema di ridere ancora.

Che cosa aveva mai solleticato a questo modo il suo buonumore?

Non era che questo: nel momento che Guglielmo chiudeva l’uscio, il colonnello Sturt sgusciò dentro inosservato, e, senza saperlo, sedette al posto lasciato vuoto dal domestico, a capo della lunga fila delle persone di servizio.

Questo, combinato coll’espressione della faccia di Guglielmo nel trovare il suo posto occupato, era più di quel che occorreva per far scoppiare in una risata quel birichino di Humphrey; ma la venerazione per le cose solenni — ch’era la nota predominante del suo carattere — lo aiutò, e un momento dopo egli era tutto assorto nelle sue preghiere.

Seguitò a piovere tutto il giorno, e sir Everard, in