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| 94 | CAPITOLO VII |
mancanza di meglio, condusse i suoi amici in giro per la casa. Egli aveva qualche buon dipinto, e il soffitto di una delle camere superiori aveva delle curiose pitture; del resto non c’era molto da vedere.
Il girare in una casa poco abitata in un giorno piovoso, ha qualcosa di triste: e non sarebbe stato certo un divertimento per gli invitati di sir Everard se non ci fossero stati que’ due follettini che si rincorrevano lungo i corridoi e facevano risonare quelle camere vuote colle loro voci piene d’allegria. Essi erano ansiosi di far gli onori del loro quartierino, e finalmente vi arrivarono!
— Questo è il mio letto! proclamò Humphrey.
— E questo è il mio bagno! annunciò Miles.
— Ma che cos’è questo? disse il colonnello Sturt prendendo dalla tavola un porta-sigari ricamato.
Uno strillo fu tutta la risposta.
Il colonnello Sturt, spaventato, quasi quasi lasciava cadere il porta-sigari; sir Everard si voltò in furia e Humphrey, afferrato il famoso regalo, si precipitò fuor della stanza.
— Che cos’è tutta questa faccenda? domandò sir Everard.
— Era il regalo per il tuo compleanno! disse il piccolo Miles con un misterioso bisbiglio.
Sir Everard seguì Humphrey per assicurarlo che non aveva veduto nulla: ma peggiorò la cosa, perchè lo trovò nell’atto di nasconderlo nella cappelliera di Virginia, sotto il suo bel cappellino della domenica. Con gran difficoltà egli riuscì a persuadere il fanciullo e a farlo tornare indietro.