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| INCOMPRESO | 95 |
— A momenti... eh? osservò Humphrey con un sospiro di sollievo.
Il colonnello Sturt ora aveva quasi paura di osservar le cose; ma uno scellino nascosto nella tazza da denti attirò la sua attenzione e la sua curiosità.
— Oh, quello è il mio denaro, spiegò Humphrey, che metto da parte per comperare un cornetto per le orecchie del povero Dyson che è sordo. È l’unico posto sicuro che ho trovato.
— Quanto costerà questo cornetto? domandò il colonnello.
— Diciassette scellini, credo.
— E quanti ne hai tu?
— Ma non ho che quello, finora! rispose il fanciullo appuntando il dito sul solitario scellino, però non ho cominciato che ieri, sa?
Il colonnello gli fece parecchie domande intorno al vecchio Dyson, poi levò di tasca una mezza sovrana e la lasciò cader nella tazza da denti.
— Questa è la mia contribuzione, disse.
Humphrey rimase così colpito da questa inaspettata generosità che non disse neppure una parola gentile: ma la sua schietta sorpresa e la sua felicità valevano tutti i ringraziamenti del mondo.
Egli corse dal babbo a fargli vedere il tesoro, e tornò indietro senza fiato.
— Ma pensi! disse al colonnello Sturt, che l’altro signore mi ha dato sei scellini; così ora posso comprar subito la cornetta. E io che credevo che ci volessero delle settimane e delle settimane prima di arrivarci.