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Pagina:Montgomery - Incompreso, traduzione di Sofia Bisi Albini, Milano, Baldini e Castoldi, 1915.djvu/94

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96 CAPITOLO VII


I fanciulli furono chiamati per il the, ed essi augurarono ai signori la buona sera, poichè non scendevano a pranzare con loro. Ma Humphrey volle prima strappare al colonnello la promessa che egli sarebbe andato a comperargli il cornetto acustico il giorno dopo, appena arrivato a Londra, e che l’avrebbe spedito subito dopo.

Sir Everard aveva quasi finito di vestirsi quella sera, quando l’uscio fu spalancato e i due bambini si precipitarono dentro.

— Ecco! prendilo, babbo! disse Humphrey porgendogli il porta-sigari, è per te! È il regalo per il tuo compleanno; il gran segreto! È inutile che noi lo teniamo ancora, perchè non possiamo proprio.

— Sei incantato, babbino? domandò il piccolo Miles battendo le mani; e Humphrey ripetè la stessa domanda con un tono di soddisfazione.

Sir Everard li assicurò con tutta la sincerità che non aveva mai provata tanta sorpresa nella sua vita; poichè, non fumando mai, un porta-sigari era proprio l’ultimo regalo ch’egli si sarebbe aspettato!

Ma il suo piacere e la sua gratitudine parevano così schietti che i due bambini andarono a letto beati del successo del loro regalo per il compleanno del babbo.


VIII.

— Addio, Humpty-Dumpty! Il cornetto sarà alla stazione alle cinque ore, senza fallo!

Così disse il colonnello Sturt il mattino dopo, nel momento che montava in carrozza col signor Wemyss